Punturine anyone?
stivali altissimi e profumi che sanno di prato
Ciao e buon sabato,
voi che rapporto avete con la medicina estetica? Io non so dove posizionarmi. Da quando ho compiuto 40 anni, vedo la mia faccia invecchiare ogni giorno di più. Vedo la pelle cambiare, gli occhi scendere, la bocca incresparsi. Vedo rughe che, ai miei occhi, sembrano incisioni nel legno sempre più profonde. E alcuni giorni mi va bene così, altri no. Da Millenial, sono passata dall’assistere alla “mostrificazione” di certe facce televisive (non c’è giudizio morale, ognuno fa quello che gli pare con il proprio corpo, però ve le ricordate le soubrette e alcune attrici degli anni 90 e 2000?), al normalizzare gli interventi di medicina e chirurgia estetica. Quando ero ragazzina, c’era tutto un gran sparlare intorno a chi si rifaceva il naso, o il seno, o qualsiasi cosa, ma poi per fortuna le cose sono cambiate e si è un po’ giunti alla conclusione che se non ci piacciamo, che male c’è a correggere quelli che, ai nostri occhi, sono difetti? Quello che mi chiedo io però è: difetti in base a cosa? A chi? Siamo noi a stabilirlo, o siamo viziati dal contesto? Davvero non ci piace il nostro naso, o la nostra bocca, oppure siamo talmente abituati a vedere bei visi perfetti che, più o meno consapevolmente, vogliamo diventare così anche noi?
Online dicono che noi Millenial siamo la generazione che non dimostra i suoi anni, che i e le quarantenni di oggi dimostrano dieci anni di meno. Ma è così veramente? A trent’anni non avevo le rughe intorno agli occhi e i miei zigomi stavano molto più su di adesso. Se mi svegliavo con un segno del cuscino poi andava via, ora invece sembro marchiata a fuoco. Ormai chiunque mi dà del lei (anche su Instagram!) e mi chiama signora nonostante vada in giro con il cappellino degli Yankees, e ogni volta è un piccolo mancamento, una sconfitta interiore o un moto passivo di accettazione. Allo stesso tempo però, non mi sono mai sentita bella come adesso. Ed è una bellezza che trascende l’estetica, è una bellezza fatta di consapevolezza e maturità, di stile personale, di vita accumulata, di tristezze e felicità che hanno lasciato segnetti qua e là sul viso e sul corpo nel corso degli anni a testimoniare che la vita è qualcosa di concreto e tangibile. Quando vedo Naomi Watts o Rosamund Pike che hanno rispettivamente 57 e 47 anni e hanno le rughe, come è normale che sia, quasi mi stupisco e contemporaneamente penso: che belle. Perché è così che diventiamo e che rimaniamo: vive, reali e mutevoli. Eppure. Allo stesso tempo, osservando certe fronti belle lisce mi sento quasi a disagio con le mie rughe. Mi chiedo se non mi sono messa abbastanza protezione solare nel corso degli anni, se forse il retinolo che uso non è abbastanza potente, o se gli esosomi di cui si parla tanto ora potrebbero aiutarmi. Poi la risposta è: no, per essere così ci vuole il botox. L’ho provato qualche anno fa, ero liscia come una fochina. La fronte non si increspava e gli occhi erano sempre aperti e attenti. Quando cercavo di corruggare le sopracciglia sembravo un cucciolo goffo della Walt Disney. Mi piacevo molto, quando riguardo le foto dico: Cavolo, come ero fresca nel 2023. Quindi ci penso spesso a rifarlo. Ho provato anche il filler qualche mese fa, per riempire le rughe, ma onestamente non è servito a molto. Il punto è però che non mi voglio abituare a quell’immagine “corretta” di me, perché ho paura di quello che poi vorrei dopo: sempre di più, sempre di più. La bellezza dà assuefazione, chi di noi non vorrebbe vedersi sempre al top?
Mi ricordo Meryl Streep, non so più in quale film, che vuole fare la blefaroplastica per contrastare l’occhio cadente, ma, una volta che il chirurgo le spiega il procedimento, lei scappa a gambe levate. Un po’ mi sento così anche io. Non per paura dell’intervento o delle punturine, ma per paura di non accettarmi più per come sono davvero. E perché non mi piace il pensiero di diventare l’ennesima “Instagram face”.
Detto ciò, una cosa che forse farei è il botox al massetere, perché vedo il mio viso diventare sempre più largo e squadrato rispetto a com’era, e il motivo, ho scoperto, è appunto il massetere ipertrofico: a forza di serrare, bruxare e spaccare bite è super allenato e mi hanno detto che il botox potrebbe dargli una calmata. Mi sfinerebbe il viso e sarebbe utile per non rimanere bloccata e dolorante come mi è successo qualche mese fa, non ve lo auguro. A questo ci sto pensando. Intanto, per provare qualcosa di leggero, recentemente ho fatto una seduta di PRX da Regenenera Clinic a Parma, che ha appena aperto. Mi hanno invitata a provare un trattamento e ho deciso di optare per questo di cui si parla tanto perché lascia un bell’effetto glow. Si tratta di un peeling delicato che si può fare anche in estate; non è un trattamento invasivo e consiste in un massaggio poderoso al viso per far penetrare il prodotto. Si fa dal medico, non dall’estetista, ma è soft e veloce; brucia un po’ lì per lì ma in effetti la pelle poi è bella liscia, compatta e luminosa.
Qualcosa da annusare
Sono tremendamente didascalica quando si tratta di stagionalità dei profumi. Difficilmente riesco a usare un profumo al caramello dopo le vacanze di Natale e il gelsomino ricompare tra i miei proferiti da maggio in poi. Quindi, ora che i giardini sono diventati di nuovo verdi e pieni di margherite, ecco che sto ricominciando a indossare i profumi verdi. Quelli, appunto, che sanno di prato e clorofilla.
Sono molto divisivi, di solito o li si ama o li si odia, io li amo perché mi ispirano una leggerezza che difficilmente si raggiunge nella vita reale. Quindi ecco quelli che ho nella mia collezione:
Cannabis Dolce di Bois1920
A dire il vero questo profumo non è così tanto verde, ma io ci sento comunque le note acidule di un prato bagnato, la clorofilla terrosa delle sere di tarda primavera.Dimanche Flemme di Versatile
Un verde molto più rotondo, che personalmente preferisco: ci sono il pisello e il basilico, ma insieme a cardamomo e latte di mandorla, con una spruzzata di lime. Sembra incredibile che queste sfaccettature convivano, vero? Eppure creano una fragranza armonica, che sa di dolce e lenta gita della domenica tra le colline.Garden Song di Racyne
Lo trovo elegantissimo: immaginate di passeggiare in un giardino, di prima mattina, mi vengono in mente non so perché le Isole Borromee. è cristallino, romantico, eppure avvolgente, leggermente speziato. Il basilico si fonde con pepe rosa, ribes nero e geranio, una delle mie note preferite che urla forte estate.Iris de Gris di L’Artisan Parfumeur
Il profumo che evoca una delle attività più rilassanti che ci siano: sgranare i piselli. Pensate di farlo in giardino, sotto a una tettoia, nelle lunghe sere di maggio. Nessun rumore intorno, solo, lontani, bambini che giocano a inseguirsi e qualche insetto che ronza. Anche questo è un profumo sofisticato, ma di questo brand non c’è una singola fragranza che non sia chic.
Cosa sto leggendo
Mi spiace dirlo, ma non ho tempo di dedicarmi ai libri che vorrei. Dopo Hamnet, ho solo letto cose “per dovere” e per quanto si tratti di bei libri, il sapore non è lo stesso. Questo è il motivo per cui ho smesso di portare avanti il mio book club dedicato alla nuova lettertaura inglese, A Place for Us. Mi piaceva da matti, ma leggere era diventata una voce da spuntare sulla to do list e questo mi faceva passare l’entusiasmo. E così anche adesso, Tangerinn, che è un bellissimo libro al quale non so se mi sarei avvicinata se non me ne avesse dato l’opportunità Una certa idea di cibo, è diventato una rincorsa. Mi spiace molto che sia così. Sto anche evitando di andare in libreria perché il rischio di incappare in qualcosa di nuovo sarebbe troppo alto e poi finirei per tornare a casa con l’ennesimo libro che chissà quando troverà il suo momento.
Ho sempre predicato il: Bisogna leggere tutti i giorni! Ed è vero, lo penso ancora, ma più passano gli anni e più tutto diventa caotico, più comprendo chi mi dice di non avere tempo per leggere. Detto questo, se non crollo come un sasso o se non c’è un nuovo episodio di Love Story da guardare, leggere a letto qualche pagina prima di dormire è in effetti tornata la mia attività ristoratrice preferita, decisamente salvifica per la mente. La scoperta dell’acqua calda, direte, ma certe volte mi dimentico di tasselli essenziali come questo.
Cosa ho salvato
Cosa ho comprato
Solita avvertenza: compro troppo, non fate come me e anche non giudicatemi thanks.
Ho visto un reel di Arianna Gamberini in cui faceva vedere questo modello di Levi’s che si chiama Jeans Cinch Oversize e, siccome non ho jeans estivi, li ho presi. Ma dovrò fare il reso perché ho sbagliato lunghezza. Sono molto leggeri e quindi adatti alla stagione calda, sono baggy ma furbi perché in vita hanno un doppio bottoncino che permette di stringerli di più e cambiare leggermente la vesitibilità rendendoli più a palazzo. Li ho presi di un color denim classico, ma, dovendoli ricomprare, opterò per il nero.
Su Vinted ho preso due cinture da smoking, una nera e una verde lime. Credo che quella nera la metterò con gonna lunga e camicia per andare a teatro, ma vorrei trovare anche modi più quotidiani per indossarla. Quella verde, invece, è inutilizzabile perché è fatta male (ovviamente me ne sono accorta dopo aver accettato l’ordine). Sentirò la sarta.
Da Di Mano in Mano ho trovato due chicche di cui vado veramente molto fiera: un bomber Baracuta color senape della mia taglia! Allora ammetto che non è il colore più semplice del mondo da indossare, ma mi piace e troverò il modo giusto per portarlo (non con i jeans). E poi, un trench vintage anni Duemila in pelle di Rose D, brand che purtroppo non esiste più. STUPENDO e mi sta a pennello. Fun Fact: l’ho indossato un paio di domeniche fa e ho casualmente e inconsapevolmente incontrato il proprietario del brand, che infatti ha riconosciuto la giacca!
Un paio di pumps di Prada vintage a 30€ su Vinted, marroni in raso. Le amo e sono comodissime, per una volta non ho sbagliato taglia.
Degli stivali cuissard neri da Angelo Vintage al Mercanteinfiera. Arrivano all’inguine, sono praticamente dei pantaloni. New old stock, quindi mai utilizzati e del brand Casadei. Pagati molto poco per essere nuovi e di questo marchio. Amo che nel vintage si trovino dei pezzi così meravigliosi.
Un piccolo recap dei contenuti che ho pubblicato ultimamente:
Parma Danza sempre al Teatro Regio di Parma
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Sono molto fiera di essere riuscita a recuperare il gap della newsletter saltata
baci
Franci
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Quella passeggiata di Londra la amo 😍