Un weekend a Roma
e la prima volta su Vanity Fair
Ciao e buon sabato,
Una settimana fa ero a Roma, è stato il primo weekend fuori porta dopo molti mesi e ne sentivo il bisogno. Le previsioni meteo erano tremende, ma alla fine ha ragione Paola Turci nel dire che “a Roma è sempre primavera”: ha piovuto un po’, è vero, ma con temperature gradevoli e sprazzi di cieli indimenticabili. Credo non potrei mai vivere in una città così disordinata, mi arrabbierei troppo per tutto, eppure è uno dei miei posti del cuore, mi emoziona sempre moltissimo l’idea di tornarci.
Se di solito un minimo pianifico, questa volta non ho avuto tempo e voglia di farlo e ho lasciato che fosse la curiosità a guidare e non sono rimasta delusa. Ma soprattutto ho scelto di seguire i consigli di due persone che seguo su Instagram e di cui leggo le newsletter. Sono entrambe americane e entrambe vivono a Roma. Una è Elizabeth Minchilli che seguo ormai da anni; vive tra Roma e la campagna umbra e organizza viaggi culinari in Italia per i turisti americani (viene spesso anche a Parma!). Ho alloggiato a Monti, che è lo stesso quartiere dove vive Elizabeth, quindi mi sono completamente affidata ai suoi suggerimenti da local per la cena. Purtroppo una delle cose che non amo di Roma è che essendo così tanto turistica, anche i locali non turistici per forza lo diventano, e non so mai quindi dove scegliere di fermarmi perché ho paura delle fregature. Invece grazie a Elizabeth ho scoperto La Taverna dei Fori Imperiali che è un ristorante tradizionale e genuino, personale simpatico e prezzi secondo me giusti. Ve lo consiglio, si sta bene.
Grazie a Gabriela Proietti, invece, ho scoperto le borse di La SimoSimo e sono andata nel suo showroom ai Parioli. Lo showroom è bellissimo perché espongono diversi piccoli brand tutti molto chic: dai bijoux ai maglioni di cashmere, all’intimo di seta. Insomma, avete capito il genere. Poi ci sono le borse di Simona, in cuoio intrecciato. Bellissime e artigianali. Purtroppo ne aveva poche quando sono passata io ma ne ho ordinata una del modello più iconico: la Shopperina.
Gabriela è italoamericana ed è appassionata di moda, l’ho trovata per caso su Substack e mi sono subito appassionata ai suoi contenuti, trovo che abbiamo un gusto simile e mi piacciono le cose che scrive, che mostra e che racconta. Sempre grazie a lei, ho scoperto il mercatino di Borghetto Flaminio, dove sono stata domenica mattina. Ho lasciato stare (anche se un po’ a malincuore) il caos di Porta Portese e ho scelto invece questo mercatino decisamente più piccolo e ordinato, con tantissimo abbigliamento anche di brand importanti e una parte di cianfrusaglie, che era poi la mia preferita. Mi piacciono molto i banchetti con tante cose tutte diverse, vendute a pochi euro. Si trovano sempre delle chicche e io ho trovato un bracciale d’osso che metterò sopra a camicie e maglioni.
Quando ci vediamo?
Stiamo organizzando una rassegna di film a Colonne28, appena ho notizie certe vi faccio sapere!
Qualcosa da annusare
Questa settimana sono stata per lavoro alla presentazione delle nuove fragranze di Atelier 100Bon, un brand nato da poco e green che ho avuto così modo di approfondire. La filosofia che lo guida è molto bella. Come ha detto il fondatore, Christophe Bombana, i profumi 100Bon sono come le edizioni tascabili dei libri, ovvero grandi profumi ma alla portata di tutti. Sapete che il 70% delle persone in Europa non può permettersi di acquistare profumi? Con 100Bon stanno cercando di dimostrare che profumeria di nicchia non significa per forza profumi costosi e inarrivabili, ma che la semplicità, l’eleganza e la qualità possono e anzi dovrebbero essere accessibili.
I nasi dietro questi profumi sono tra i migliori al mondo: Jean-Claude e Céline Ellena, Margaux LePaih Guérin, Amandine Galliano, Karine Vinchon e Serge de Oliveira. Hanno composto fragranze semplici e molto evocative con materie prime di altissima qualità; trovo che sia un marchio molto francese, con profumi discreti e essenziali, lineari. Alla presentazione c’era anche Céline Ellena, che ha parlato delle sue creazioni: Amber&Tonka e Vetiver&Iris, entrambe molto eleganti. Ho apprezzato l’onestà con cui ha raccontato la genesi e il pensiero dietro a Vetiver&Iris; aveva creato questo profumo per un uomo di cui era molto innamorata, ma con cui le cose non hanno funzionato. Mi è piaciuto quello che ha detto: certe volte qualcuno ti prende tantissimo, ma semplicemente non è la persona giusta. Cavolo se è vero. Comunque questo profumo era per lui. Il vetiver è una nota spesso associata ai profumi maschili, è anche un po’ divisiva, lei l’ha definita instabile, così come l’iris, sfumatura romantica e polverosa ma che insieme al vetiver non trova solidità. Così ha aggiunto labdano e legno di cedro. Diversa è Amber&Tonka, per quanto soffice, si basa su un contrasto: il bagliore luminoso celato dietro una corteccia.
Ci sono complessità immense dentro alle fragranze, anche quelle all’apparenza più semplici e Céline Ellena ci ha fatto riflettere su quanto queste sfaccettature stridenti eppure in armonia siano le stesse che abbiamo dentro di noi.
Cosa sto leggendo
Purtroppo non mi do pace: Lezioni di Chimica non mi piace, mi sono trascinata fino a metà ma non riesco ad andare avanti. Ho comprato però Non mi ricordo niente, una raccolta di scritti di Nora Ephron che Feltrinelli ha recentemente ripubblicato. So che con Nora vado sul sicuro, è troppo arguta e simpatica per non travolgermi. Ogni volta che la leggo mi sembra di parlare con un’amica, confrontandoci su piccole e quotidiane disgrazie di cui ridere e consolarsi a vicenda. Sono Felice che Feltrinelli abbia ripubblicato i suoi libri l’anno scorso, non so perché non si parli di più di lei, era veramente una grande.
Cosa ho salvato
Cosa ho comprato
Solita avvertenza: compro troppo, non fate come me e anche non giudicatemi thanks.
Un paio di ballerine rosse pitonate su Vinted. Non fate domande.
Sempre su Vinted: un cardigan rosso vintage per replicare un look che ho visto in una story di Lulaida:
Grazie a una ragazza che mi segue su Instagram ho trovato il lettore cd verticale di Muji che tanto desideravo!
Un cappottino corto in astrakan in un negozio Vintage a Roma. Pagato NIENTE. Il negozio si chiama Le vesti di Messalina ed è accanto a Humana, a Monti.
Ormai è difficilissimo che compri qualcosa che non sia usato e non entro mai nei fast fashion MA ho un punto debole purtroppo, che è Uniqlo. Ogni tanto faccio un restock di capi basici e quindi ho preso un paio di pantaloni marroni e un cardigan di cashmere rosa.
Mi hanno regalato dei bijoux di MadeinC (la fondatrice è una ragazza di Parma!): una collana che si chiama Smorfiosetta con ciondolo a mezzaluna e un bracciale chunky da indossare sopra a camicie e maglioni, come quello bianco di cui vi parlavo prima, la mia reference è questa:
Un piccolo recap dei contenuti che ho pubblicato ultimamente:
Non è sul mio profilo, ma: SONO SU VANITY FAIR!
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Non ci posso credere: è finito gennaio!
baci
Franci
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